VADA O WADA? – IL CASO DI RYAN GARCIA

1. GARCIA VS HANEY: IL CASO

Lo scorso 20 aprile è andato in scena al Barclays Center di Brooklyn l’attesissimo match tra due giovani promesse della boxe mondiale, il pugile americano Devin Haney, detentore del titolo WBC della categoria dei pesi superleggeri, e il pugile messicano Ryan Garcia, amato e odiato dai più e molto spesso al centro dell’attenzione in quanto personaggio molto attivo nel mondo dei social.

L’incontro si è concluso con la vittoria di Garcia ai punti per majority decision, il quale ha inflitto ad Haney la prima sconfitta della propria carriera professionistica, riuscendo nell’impresa di mettere knockdown lo statunitense per ben tre volte (cosa mai riuscita a nessuno sfidante di Haney in ben 31 incontri come professionista).

Oltre che per l’elevatissimo tasso tecnico messo in scena dai due pugili, l’incontro è purtroppo venuto alla ribalta delle cronache sportive a fronte della positività di Garcia ai test antidoping. La notizia è stata rilasciata dal noto sito sportivo statunitense ESPN, il quale ha riportato la positività del pugile all’ostarina – sostanza da tempo riconosciuta come dopante dal Codice mondiale antidoping della WADA – rivelando il contenuto di una lettera trasmessa al sito e allo stesso Garcia da parte della VADA (Voluntary Anti-Doping Association).

Lo scopo del presente contenuto è chiarire natura e funzioni della VADA, da non confondere con la ben più nota WADA (World Anti-Doping Agency), analizzando i rapporti tra l’ente e le promotion statunitensi organizzatrici delle competizioni pugilistiche, per poi concludere con l’esame dei possibili sviluppi della vicenda Garcia.

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2. UN BREVE SPUNTO SULLA WADA

Nei nostri precedenti contenuti abbiamo avuto modo di introdurre il lettore alla WADA, spiegando come si tratti dell’ente internazionale di riferimento nella lotta al fenomeno del doping, funzionalmente legato al CIO (dal quale è in parte finanziato) e che opera su base locale per il tramite delle NADO (National Anti-Doping Organizations).

L’ente adotta il già menzionato Codice mondiale anti-doping, il quale incorpora un esteso elenco di sostanze, pratiche e metodi classificati come dopanti, aggiornato su base annuale ed avente la funzione di conformare le normative anti-doping adottate da tutte le organizzazioni sportive aderenti alla WADA.

Fermo quanto sopra circa natura e funzioni della WADA, ci si potrebbe adesso domandare se l’Agenzia sia soggetto unico deputato all’organizzazione ed esecuzione dei test anti-doping cui sono sottoposti gli atleti tesserati per organismi alla stessa aderenti.

Ebbene, a tale interrogativo deve darsi risposta negativa.

L’adozione e l’uniformazione al Codice mondiale anti-doping è, ai sensi dell’art. 25 della Carta Olimpica, presupposto indefettibile per il conseguimento dello status di Federazione sportiva internazionale.

Tuttavia, l’Agenzia non detiene l’esclusiva in punto di materiale organizzazione dei test anti-doping, delegandone la disciplina alle organizzazioni sportive aderenti al programma WADA. Tali organizzazioni possono a loro volta delegarne la materiale esecuzione a organismi terzi con le stesse convenzionati, pur nel rispetto del Codice WADA, degli Standard Internazionali e delle proprie normative antidoping.

In questo contesto si inserisce appunto l’operato della VADA.

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3. VADA: NATURA E FUNZIONI

Secondo quanto indicato nella sezione illustrativa della propria pagina web, la Voluntary Anti-Doping Association è un’associazione di diritto privato che si occupa della promozione delle pratiche anti-doping, nonché della messa in atto dei relativi test, nell’ambito del pugilato e delle arti marziali miste.

L’adesione all’associazione avviene su base volontaria e, per effetto della stessa, gli atleti acconsentono a tenere costantemente aggiornata l’associazione circa i propri spostamenti, cambi di residenza/domicilio e, più in generale, qualsiasi evento che possa determinarne l’irreperibilità ai fini della sottoposizione ai test antidoping. Quest’ultimi infatti, nelle otto settimane antecedenti la disputa della competizione sportiva, della quale l’associazione deve essere preventivamente informata, potranno essere sottoposti a controlli a sorpresa, l’esito dei quali, oltre che all’atleta medesimo, verrà quindi trasmesso anche alle promotion organizzatrici degli eventi sportivi e agli organismi effettivi detentori della potestà sanzionatoria.

La natura peculiare dell’associazione si coglie proprio in questo passaggio: l’organismo è dotato di strutture e personale propri per l’effettuazione dei test anti-doping, adotta una propria prohibited list (che in buona sostanza recepisce quella della WADA, mutuandone il sistema di classificazione) e disciplina nel dettaglio le modalità di presentazione e sottoposizione ai test; l’ente è tuttavia sprovvisto di potestà sanzionatoria, potendo al più estromettere l’atleta nelle ipotesi di violazione delle regolamenti dallo stesso adottati (quali la positività ai test anti-doping o la mancata sottoposizione agli stessi senza adeguata motivazione).

Tra i regolamenti adottati dall’organismo si segnalano, in particolare:

  • la già menzionata VADA Official Prohibited List, che comprende tra le sue fila l’ostarina, sostanza riconosciuta come dopante anche dalla WADA Prohibited List e rilevata dai test anti-doping sostenuti da Garcia;
  • la VADA Eligibility Requirements and Results Management Policy, che individua i requisiti per l’adesione al programma associativo e, in particolare, disciplina la notifica dei risultati dei test anti-doping ai soggetti interessati;
  • la VADA Specimen Collections Procedures, che disciplina nel dettaglio le modalità di raccolta ed esame dei campioni biologici degli atleti;
  • la VADA Whereabouts Policy, che individua una serie di prescrizioni cui gli atleti devono uniformarsi per garantire la propria reperibilità per i test della VADA.

Di particolare interesse risulta a nostro avviso il passaggio di cui alla lett. B – Dissemination of Results della VADA Eligibility Requirements and Results Management Policy,ove viene espressamente previsto che l’atleta associato acconsente affinché la VADA informi la promotion, l’ente sanzionatorio e/o organizzatore dell’evento sportivo, dei risultati dei test anti-doping, rimettendo alla sola discrezione dell’ente l’individuazione dei destinatari della comunicazione in oggetto.

Allo stesso tempo, viene prevista la possibilità per l’associazione di cooperare con gli organismi di cui sopra affinché l’autore della violazione sia adeguatamente sanzionato anche sul piano sportivo e/o economico.

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4. IL WBC CLEAN BOXING PROGRAM

La World Boxing Council (più comunemente come WBC), insieme alla WBA, WBO e all’IBF, è una delle principali organizzazioni internazionali preposte alla gestione ed organizzazione delle competizioni pugilistiche professionistiche. Il pugilato è infatti privo di una propria Federazione internazionale di riferimento, motivo per il quale la disciplina delle competizioni sportive non si basa sull’ordinario sistema piramidale FSI-FSN-sodalizi sportivi, ma è demandata ad una serie di organismi indipendenti.

Come visto nell’introduzione del presente contenuto, la WBC è l’ente che ha organizzato l’incontro tra Garcia ed Haney e risulta convenzionato con la VADA.

L’organizzazione ha infatti adottato il c.d. WBC Clean Boxing Program,in forza del quale la VADA viene autorizzata allo svolgimento di test a sorpresa, ulteriori rispetto a quelli obbligatori post match disciplinati dall’apposito Regolamento di campionato WBC, e alla diffusione dei relativi risultati secondo le modalità già esaminate al punto che precede.

La convenziona lascia alla VADA carta bianca circa le determinazione dei destinatari, della cadenza e delle modalità di sottoposizione ai test anti-doping, riservando alla WBC il diritto di adottare le sanzioni di cui al punto VI – A, le quali comprendono:

  • la sospensione del pugile da qualsiasi evento organizzato dalla WBC o dagli enti alla stessa affiliati;
  • la rimozione del pugile dal ranking WBC;
  • ogni ulteriore sanzione di cui al WBC Rules and Regulations.

Avverso i provvedimenti in oggetto è prevista la possibilità per il pugile di ricorrere agli organi di giustizia di cui all’art. V – Claims & Appeal Procedures del WBC Rules and Regulations, e viene in ogni caso riconosciuta la giurisdizione del TAS di Losanna.

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5. SCENARI FUTURI

Fermo quanto sopra circa natura e funzioni della VADA, possiamo ora tirare le somme circa la vicenda Garcia.

Premesso che il match con Haney non valeva per la cintura WBC, avendo Garcia mancato il peso di circa un chilo durante la pesata pre incontro (motivo per il quale è stato multato dalla organizzazione), il pugile messicano ha adesso la possibilità di ottenere il riesame dei risultati anti-doping al fine di scongiurare una probabile squalifica.

Come si evince infatti dalla lettera trasmessa agli interessati, nella giornata di ieri era prevista la scadenza del termine di 10 giorni per la presentazione della richiesta e, sebbene dal management del messicano non siano (al momento) trapelate informazioni, è alquanto verosimile che il pugile sarà presto sottoposto a nuovi controlli.

Attendiamo quindi gli sviluppi della vicenda, nella speranza che non venga scritta una nuova pagina di vergogna nel libro del pugilato.

Milano, 11 maggio 2024

Avv. Andrea Melis

Dott. Iago Outeda Bos

6. RIFERIMENTI

  • Il pugile Ryan Garcia è risultato positivo all’ostarina, una sostanza vietata dall’antidoping” – Il Post
  • Boxer Ryan Garcia tested positive for banned substance ostarina” – ESPN
  • VADA Whereabouts Policy
  • VADA Official Prohibited List
  • VADA Eligibility, Requirements, and Results Management Policy
  • VADA Specimen Collection Procedures
  • WBC Cleaning Boxing Program

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